La piazza egiziana lancia l'ultimatum a Mubarak: via entro venerdì

Dalla grande manifestazione in corso al Cairo, con oltre un milione di persone, arriva un ultimatum a Hosni Mubarak: "Se non oggi, se ne vada al massimo venerdì", ha chiesto Mohamed ElBaradei, portavoce della frammentata opposizione egiziana. Il premio Nobel per la Pace, che partecipa al corteo, ha invitato il Rais a "lasciare" il paese e gli ha offerto un salvacondotto, sostenendo che non dovrà essere perseguito penalmente: "Stiamo per voltare pagina, possiamo perdonare il passato", ha dichiarato. La roadmap immaginata dalle opposizioni, dopo la partenza del Rais e lo scioglimento del Parlamento, prevede una serie di tappe serrate: la formazione di un governo transitorio di unità nazionale, la riforma della Costituzione, e nuove elezioni presidenziali.  Leggi E se in Egitto va a finire come in Iran? – Leggi Israele teme che dopo la piazza d’Egitto restino in piedi solo gli islamisti di Giulio Meotti - Leggi Non si vede all’orizzonte un Khomeini egiziano e Al Azhar tace di Carlo Panella
11 AGO 20
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Dalla grande manifestazione in corso al Cairo, con oltre un milione di persone, arriva un ultimatum a Hosni Mubarak: "Se non oggi, se ne vada al massimo venerdì", ha chiesto Mohamed ElBaradei, portavoce della frammentata opposizione egiziana. Il premio Nobel per la Pace, che partecipa al corteo, ha invitato il Rais a "lasciare" il paese e gli ha offerto un salvacondotto, sostenendo che non dovrà essere perseguito penalmente: "Stiamo per voltare pagina, possiamo perdonare il passato", ha dichiarato. La proposta di dialogo avanzata da Mubarak è stata bocciata nel corso di un vertice dei principali gruppi di opposizione. I Fratelli Musulmani, la principale forza islamista, hanno chiesto al presidente della Corte Costituzionale, Faruk Sultan, di destituire Mubarak. La roadmap immaginata dalle opposizioni, dopo la partenza del Rais e lo scioglimento del Parlamento, prevede una serie di tappe serrate: la formazione di un governo transitorio di unità nazionale, la riforma della Costituzione, e nuove elezioni presidenziali. Un membro dei Fratelli Musulmani ha affermato che la guida di un governo di transizione potrebbe affidata al capo dell'esercito, Sami Enan.
Un gruppo di 600 giovani sostenitori del partito di Hosni Mubarak sono stati visti marciare verso la piazza Al Tahrir e si temono scontri con la folla dei manifestanti. Lo ha riferito il corrispondente del canale satellitare in lingua araba Russia Today. L'esercito potrebbe bloccare il loro ingresso nella piazza come ha fatto alcune ore fa con un gruppo di giovani militanti dei Fratelli Musulmani che scandivano slogan a favore di una "rivoluzione islamica".
Il re di Giordania, Abdallah II, ha nominato un nuovo premier con l'incarico di realizzare "vere riforme", dopo le proteste svoltesi nel regno hascemita sull'onda lunga delle rivolte nei paesi nordafricani. Alla guida del governo è stato chiamato Marouf Bakhit, già premier dal 2005 al 2007, che succede a Samir Rifai, duramente contestato nei giorni scorsi nelle manifestazioni svoltesi ad Amman e in altre citta' contro il carovita.
"La missione di Bakhit è quella di realizzare rapidi, concreti e tangibili passi verso vere riforme e per assicurare una vita dignitosa a tutti i giordani", si legge nel comunicato del palazzo reale. Nei giorni scorsi il sovrano hascemita aveva chiesto un raffreddamento dei prezzi dei generi di prima necessita' e aveva annunciato un pacchetto di misure economiche da 95 milioni di euro per frenare la corsa dei prezzi e creare occupazione. Lunedì l'opposizione islamica aveva annunciato di aver avviato un dialogo con il governo. Dimissioni dell'attuale esecutivo, formazione di un gabinetto di 'salvezza' nazionale e modifica della legge elettorale: queste le richieste avanzate dagli islamici, che tuttavia avevano assicurato di non volere un cambio di regime come quello che si profila in Egitto.
Sarebbero più di un milione i manifestanti che occupano piazza Tahrir, al Cairo, per chiedere le dimissioni del presidente Hosni Mubarak. E' quanto sostiene la tv araba al Jazeera. Ad Alessandria migliaia di persone si sono radunate alla stazione ferroviaria nel tentativo di raggiungere la capitale, nonstante il blocco dei treni imposto dal governo. I soldati dell'esercito hanno avvertito la folla, usando altoparlanti, della possibile presenza di falsi militari che indossano divise rubate e che potrebbero essere provocatori. Secondo l'emittente qatariota, tra i provocatori ci sarebbero anche poliziotti fedeli al ministro dell'Interno destituito, Habib al-Adli, considerato responsabile degli scontri dei giorni scorsi.
I partiti di opposizione egiziana hanno chiesto la formazione di un governo di salvezza nazionale. Si è conclusa da poco la riunione dei principali movimenti di opposizione egiziani, tra i quali i Fratelli Musulmani e l'associazione per il Cambiamento di Mohammed el-Baradei. "Abbiamo formato un'alleanza di forze dell'opposizione per ribadire che il destino di Hosni Mubarak è' nelle mani del popolo e che è necessario formare un nuovo governo in grado di riformare la costituzione e andare al voto". Secondo l'opposizione "E' ormai venuta meno la legittimità del presidente Mubarak".
Per il premier turco, Erdogan, il presidente egiziano dovrebbe agire "immediatamente", per evitare che "approfittatori, gruppi con cattive intenzioni e quegli ambienti che lavorano a disegni poco chiari per l'Egitto abbiano il tempo di prendere l'iniziativa".
L'Iran sta a guardare, ma ha fatto sapere, tramite il ministro degli Esteri, Ramin Mehman-Parast, di fare il tifo per una svolta islamica della Turchia contro Israele.
L'Alto Commissario delle Nazioni Unite per i Diritti Umani, Navi Pillay, basandosi soprattutto su notizie raccolte dalle ong egiziane, ha dichiarato: "Il numero delle vittime continua a crescere ogni giorno, secondo notizie non confermate 300 persone potrebbero già essere state uccise, più di 3.000 ferite e centinaia arrestate".
Una moschea che si trova in piazza Tahrir, al Cairo, è stata trasformata in un ospedale di fortuna. Secondo quanto riferisce un medico egiziano del Cairo alla tv 'al-Arabiya', si teme che ci possano essere molti feriti nel caso in cui dovessero verificarsi scontri tra manifestanti ed esercito. Gli organizzatori della manifestazione di oggi hanno deciso di prendere questa iniziativa vista l'impossibilita' di portare i feriti in ospedale.
"Il Fondo Monetario Internazione è pronto ad aiutare l'Egitto a rilanciare la sua economia". E' quanto ha affermato il direttore generale dell'Fmi, Dominique Strauss-Kahn che ha messo in guardia dall'impennata dei prezzi dei beni di prima necessità che potrebbe avere "conseguenze potenzialmente devastanti" nelle nazioni più in difficoltà sul piano economico".
"Se Mubarak vuole salvare la pelle, è meglio che lasci subito". A suggerirlo al presidente egiziano, con il tono di un avvertimento, è Mohamed ElBaradei, l'ex diplomatico dell'Aiea e premio Nobel per la Pace, incaricato dalle opposizioni in Egitto di negoziare con il regime del rais. In un'intervista al quotidiano britannico The Independent, ELBaradei è tornato ad attaccare pesantemente il presidente egiziano, affermando che "la gente per strada non dice che Mubarak dovrebbe andare via. Dicono che dovrebbe essere messo sotto processo". Ecco perché, ha proseguito, se il rais "vuole salvarsi la pelle, è meglio che lasci".